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汉语意大利语对照阅读:达芬奇密码(四十五)
来源:文国网 时间:2007年06月07日 05:40      文章评论我来评论        进入社区

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«La polizia ha bloccato la strada» disse André Vernet, entrando nella sa-la. «Portarvi fuori non sarà facile.» Solo quando chiuse la porta dietro di sé, l'uomo vide la grossa cassa di plastica sul nastro trasportatore e si fer-mò bruscamente. "Mio Dio! Sono riusciti a trovare il numero di conto di Saunière?"
Sophie e Langdon erano accanto al tavolo ed esaminavano quello che sembrava un grosso scrigno per gioielli. Sophie chiuse immediatamente il coperchio e sollevò la testa. «Abbiamo scoperto di avere anche il numero» spiegò.
Vernet era rimasto senza parole. Quella novità cambiava tutto. Staccò ri-spettosamente gli occhi dal cofanetto e cercò di pensare alla sua prossima mossa. "Devo farli uscire dalla mia banca!" Ma con la polizia che bloccava gli accessi, Vernet vedeva solo un modo per farlo. «Mademoiselle Neveu, se riuscissi a farvi uscire dalla banca, portereste l'oggetto con voi o lo ri-mettereste nel deposito prima di uscire?»
Sophie guardò prima Langdon e poi Vernet. «Dobbiamo portarlo via con noi.»
Vernet annuì. «Molto bene, allora, qualunque sia l'oggetto, suggerisco che lo nascondiate mentre passiamo per il corridoio. Lo avvolga nella giacca. Preferirei che nessuno lo vedesse.»
Mentre Langdon si toglieva la giacca, Vernet raggiunse il nastro traspor-tatore, chiuse la cassa, ormai vuota, e batté alcuni semplici comandi. Il na-stro si mise in moto per riportare il contenitore nel sotterraneo. L'uomo sfi-lò la chiave e la porse a Sophie.
«Da questa parte, per favore. In fretta.»
Quando arrivarono nella zona di carico e scarico, Vernet vedeva già le luci della polizia riflettersi sulle pareti del garage sotterraneo. Aggottò la fronte. Probabilmente, avevano bloccato la rampa. "Penso davvero di far-
cela?" Cominciava a sudare.
Indicò a Langdon e Sophie un furgone corazzato. Il trasporto di valori era un altro servizio offerto dalla sua banca.
«Montate nel compartimento di carico» disse, aprendo le porte posteriori e indicando il vano d'acciaio. «Torno subito.»
Mentre Sophie e Langdon salivano, Vernet attraversò il garage per entra-re nell'ufficio del controllore; prelevò le chiavi del furgone e si infilò una giacca e un cappello da autista, lasciando nell'ufficio la cravatta e la giac-ca. Prima di indossare la divisa, però, prese una fondina e se la sistemò sotto l'ascella. Mentre usciva, agguantò una pistola, vi inserì un caricatore e la ripose nella fondina. Quando fu di nuovo al furgone, Vernet si calò il berretto sugli occhi e guardò Sophie e Langdon che erano in piedi all'inter-no del vano di carico.
«Questa vi servirà» disse Vernet, accendendo la lampada del vano. «Ed è meglio che vi sediate. Non dite una sola parola mentre usciamo.»
Sophie e Langdon si sedettero sul pavimento di metallo. Langdon teneva tra le braccia la cassetta, avvolta nella giacca. Vernet chiuse le porte mas-sicce, poi si mise al volante e avviò il motore.
Mentre il furgone corazzato saliva lentamente la rampa, Vernet sentiva il sudore raccogliersi sotto il berretto da autista. Le auto della polizia erano assai più numerose di quanto si fosse aspettato.
Imboccata la rampa, il cancello interno si aprì per lasciar passare il fur-gone. Vernet proseguì e attese che il cancello dietro di lui si chiudesse prima di andare oltre e attivare il successivo sensore. Il cancello più ester-no si spalancò per permettergli di uscire.
"A parte l'auto della polizia che blocca la cima della rampa." Vernet si asciugò la fronte e proseguì.
Un agente uscì dall'auto e gli fece segno di fermarsi a pochi metri dal blocco. Quattro auto erano parcheggiate sulla strada.
Vernet si fermò, abbassò ancora di più il berretto e cercò di assumere l'a-ria più popolare che gli era permessa dalla sua cultura raffinata. Senza la-sciare il volante, aprì la portiera e guardò l'agente, che aveva alzato la testa verso di lui e lo osservava con aria severa. «Qu'est-ce qui se passe?» chie-se in tono sgarbato. Che succede?
«Je suis Jérôme Collet» rispose l'agente. «Lieutenant, Polke judiciaire.» Indicò il vano di carico. «Qu'est-ce qu'il y a là-dedans?» Cosa c'è là den-tro.
«E come faccio a saperlo?» rispose Vernet, in francese sgrammaticato.
«Io sono solo un autista.»
Collet non fece commenti su questa osservazione. «Cerchiamo due cri-minali.»
Vernet rise. «Allora è proprio il posto giusto. Qualcuno dei bastardi a cui porto la roba devono essere dei criminali, visto i soldi che hanno.»
L'agente gli mostrò la foto, presa dal passaporto, di Robert Langdon. «Quest'uomo è entrato nella vostra banca, poco fa?»
Vernet fece spallucce. «Non lo chieda a me. Io non vado al di là del ga-rage. Non ci lasciano andare dove ci sono i clienti. Deve chiedere al sorve-gliante, all'ingresso.»
«La banca vuole un mandato per lasciarci entrare.»
Vernet fece una smorfia. «Eh, la direzione... Non mi faccia parlare.»
«Apra il furgone, per favore.» Collet indicò il vano di carico.
Vernet lo guardò e rise. «Aprire il furgone? Perché, lei crede che io ab-bia le chiavi? Crede che si fidino di me? Dovrebbe vedere che schifo di stipendio mi danno.»
L'agente lo guardò con evidente scetticismo. «Vuol farmi credere di non avere le chiavi del suo furgone?»
Vernet scosse la testa. «Non quelle del carico. Solo quella dell'accensio-ne. Questi furgoni vengono chiusi dal sorvegliante, nell'area di carico e scarico. Poi aspettano mentre qualcuno porta le chiavi al destinatario. Quando il destinatario telefona per confermarci di averle ricevute, allora noi partiamo, non un momento prima. Non ci fanno mai sapere che cosa trasportiamo.»
«E questo furgone quando è stato chiuso?»
«Ore fa. Devo portarlo fino a Saint-Thurial, questa notte. Le chiavi sono già là.»
L'agente non fece commenti. Si limitò a scrutarlo come se volesse leg-gergli nel cervello.
Una goccia di sudore minacciava di scivolare lungo il naso di Vernet. «Le dispiace?» disse, indicando l'auto che gli bloccava la strada e approfit-tandone per asciugarsi con la manica. «Non ho molto tempo.»
«Tutti gli autisti qui hanno il Rolex?» chiese l'agente, indicando il suo polso.
Vernet abbassò lo sguardo e vide luccicare il cinturino del suo orologio — assurdamente costoso — sotto la manica. "Merde." «Questa patacca? L'ho comprata per venti euro da un taiwanese col banchetto a Saint Ger-main des Prés. Per quaranta glielo vendo.»
L'agente lo guardò ancora per qualche istante e infine fece un passo in-dietro. «No, grazie. Buon viaggio.»
Vernet tornò a respirare soltanto quando il furgone fu a una cinquantina di metri dalle auto della polizia. Ma adesso aveva un altro problema. Il suo carico. "Dove li porto?"

作者:未知
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