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汉语意大利语对照阅读:达芬奇密码(四十)
来源:文国网 时间:2007年06月05日 03:46      文章评论我来评论        进入社区

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Lottando con il cambio, Langdon riuscì a portare l'auto fino all'estremità opposta del Bois de Boulogne e il motore si bloccò soltanto due volte.
Purtroppo, l'umorismo della situazione era rovinato dall'altoparlante del taxi che continuava a cercare di mettersi in contatto con l'autista. «Voiture cinq-six-trois. Où êtes-vous? Répondez!»
Arrivato all'uscita del parco, rinunciò al suo orgoglio maschile e fermò la macchina. «È meglio che guidi tu.»
Con aria più sollevata, Sophie prese il suo posto al volante. Pochi istanti più tardi, l'auto correva tranquillamente lungo l'Allée de Longchamp e si era lasciata alle spalle il "Giardino delle delizie".
«Dov'è Rue Haxo?» chiese Langdon, guardando con preoccupazione il tachimetro, che segnava cento chilometri l'ora.
Sophie non staccò gli occhi dalla strada. «L'autista ha detto che era ac-canto al Roland Garros. Conosco la zona.»
Langdon riprese dalla tasca la chiave e la soppesò sulla palma. Sentiva che era un oggetto di grandissima importanza, forse la chiave della sua li-bertà.
In precedenza, quando aveva parlato a Sophie dei cavalieri templari, Langdon aveva compreso che la chiave, oltre a portarne lo stemma, aveva un altro legame con il Priorato di Sion. La croce a bracci uguali era il sim-bolo dell'equilibrio e dell'armonia, ma anche quello dei templari. Tutti co-noscevano l'immagine dei templari che indossavano una sopravveste bian-ca con una croce rossa dai bracci uguali. Certo, questi si allargavano all'e-stremità a formare una croce patente, ma erano di lunghezza uguale.
"Una croce quadrata, come quella della chiave." Al pensiero di quello che avrebbero potuto trovare, Langdon diede libero corso all'immagina-zione. "Il Santo Graal." Per poco non scoppiò a ridere all'assurdità dell'ide-
a. Si riteneva che il Graal fosse in Inghilterra, sepolto in una camera se-greta, sotto una delle chiese dei templari, dove era nascosto fin dal 1500.
"L'epoca del Gran Maestro Leonardo da Vinci." Il Priorato, per tenere al sicuro i suoi importanti documenti, nei primi secoli era stato costretto a cambiargli posto molte volte. Gli storici ora sospettavano che fossero stati trasferiti almeno sei volte dopo il loro arrivo da Gerusalemme. L'ultimo "avvistamento" del Graal era avvenuto nel 1447, quando numerosi testi-moni avevano descritto un incendio che per poco non aveva distrutto i do-cumenti, i quali però erano stati salvati in quattro grossi bauli, ciascuno dei quali aveva richiesto sei uomini per il suo trasporto. Da quel giorno in poi, nessuno aveva più affermato di avere visto il Graal, a parte qualche voce occasionale che sosteneva fosse sepolto in Gran Bretagna, la terra di re Ar-tù e dei cavalieri della Tavola Rotonda.
Dovunque si trovasse, rimanevano due fatti importanti. "Leonardo sape-va dove era nascosto il Graal durante la sua vita e probabilmente, da allora, il nascondiglio non era cambiato."
Per quella ragione, gli appassionati del mistero del Graal studiavano an-cora le opere e i diari di Leonardo da Vinci nella speranza di trovare qual-che indizio che rivelasse l'attuale collocazione del Graal. Alcuni dicevano che le montagne che facevano da sfondo alla Vergine delle rocce corri-spondevano alla topografia di alcuni monti della Scozia, pieni di caverne. Altri sostenevano che l'irregolare disposizione dei discepoli nell'Ultima Cena fosse una sorta di codice. Altri ancora dicevano che l'esame ai raggi X della Monna Lisa rivelava che in originale il personaggio ritratto portava una collana con l'immagine in lapislazzulì di Iside, un particolare che poi Leonardo aveva coperto. Langdon non aveva mai visto alcuna traccia del pendente e non riusciva a immaginare come potesse rivelare dove fosse nascosto il Santo Graal, ma gli appassionati dell'argomento ne discutevano ad nauseam nelle pagine di Internet. "L'idea del complotto ha comunque una forte attrattiva." E quei complotti erano sempre nuovi. Il più recente era legato alla sorprendente scoperta che la famosa Adorazione dei Magi nascondeva un segreto sotto i suoi strati di colore. Era stato uno scienziato italiano, Maurizio Seracini, a rivelare la strana verità, che il "New York Times Magazine" aveva presentato in un articolo intitolato Il Leonardo oc-cultato.
Seracini aveva rivelato senza possibilità di dubbio che lo schizzo prepa-ratorio dell'Adorazione dei Magi era veramente opera di Leonardo, ma il dipinto era di un'altra mano. Qualche anonimo pittore aveva colorato lo
schizzo seguendo le sue indicazioni di colore, anni dopo la morte di Leo-nardo. Assai più preoccupante, però, era ciò che stava sotto il dipinto del-l'impostore. Le fotografie agli infrarossi e ai raggi X suggerivano che l'a-nonimo pittore, mentre riempiva gli spazi delineati da Leonardo, si era al-lontanato in modo sospetto dalla traccia, in deroga alle vere intenzioni del-l'artista. La natura dello schizzo originale, qualunque essa fosse, non era stata comunicata. Tuttavia, i funzionari della Galleria degli Uffizi di Firen-ze, imbarazzati, avevano immediatamente trasferito il quadro in un magaz-zino dall'altra parte della strada. Al posto dell'Adorazione, i visitatori tro-vavano ora un cartello menzognero, che, senza accennare a scuse, diceva: QUEST'OPERA È ATTUALMENTE SOTTOPOSTA A ESAMI DIA-GNOSTICI IN PREPARAZIONE DEL RESTAURO.
Nel bizzarro sottobosco dei moderni cercatori del Graal, Leonardo da Vinci rimaneva il grande enigma. La sua arte sembrava scoppiare dalla voglia di raccontare un segreto, che però era sempre rimasto nascosto, for-se sotto uno strato di pittura, forse in piena vista, in codice. Magari non e-sisteva affatto e gli indizi tentatori, lasciati con tanta abbondanza da Leo-nardo, erano solo una promessa vuota, con lo scopo di frustrare i curiosi e di portare un sorriso sul volto della sua Monna Lisa.
«È possibile» chiese Sophie, richiamando l'attenzione di Langdon «che la chiave apra il nascondiglio del Santo Graal?»
La risata di Langdon suonò un po' forzata, anche alle sue stesse orecchie. «Non riesco a immaginarlo. Inoltre, si pensa che il Graal sia nascosto in qualche parte dell'Inghilterra, non in Francia.» Le riferì rapidamente la sto-ria.
«Ma il Graal sembra la sola conclusione razionale» insistette lei. «Ab-biamo una chiave estremamente sicura, con impresso lo stemma del Prio-rato di Sion, una fratellanza che, come mi hai spiegato adesso, sta a guar-dia del Santo Graal.»
Langdon sapeva che l'osservazione era logica, ma non riusciva ad accet-tarla. Si diceva che il Priorato avesse promesso di riportare il Graal in Francia per dargli una sede definitiva, ma non c'era alcuna testimonianza storica che potesse provarlo. Anche se il Priorato fosse riuscito a riportare il Graal in Francia, l'indirizzo 24 Rue Haxo nei pressi dei campi da tennis non sembrava una sede abbastanza nobile. «Sophie, non vedo come questa chiave possa avere a che fare con il Graal.»
«Perché il Graal dovrebbe essere in Inghilterra?»
«Non solo per quello. La collocazione del Graal è uno dei segreti meglio
custoditi della storia. I membri del Priorato aspettano per decenni, dimo-strando la loro affidabilità, prima di essere elevati ai gradi più alti della fra-tellanza e quindi di conoscere il nascondiglio del Graal. Quel segreto è protetto da un intricato sistema di informazioni a compartimenti stagni e anche se gli appartenenti al Priorato sono molto numerosi, in ogni momen-to solo quattro di loro sanno dove sia nascosto il Graal: il Gran Maestro e i suoi tre sénéchaux. La probabilità che tuo nonno fosse uno di loro è molto esile.»
"Mio nonno era uno di loro" pensò Sophie, premendo sull'acceleratore. Aveva ancora nella memoria un'immagine che confermava fuor d'ogni dubbio la posizione del nonno all'interno della fratellanza.
«E anche se tuo nonno fosse appartenuto ai gradi più alti, non avrebbe avuto il permesso di rivelare qualcosa a una persona che non faceva parte della fratellanza. È inconcepibile che ti facesse entrare in quella ristretta cerchia.»
"Ci sono già stata" si disse Sophie, pensando al rituale a cui aveva assi-stito nel sotterraneo. Si chiese se fosse il momento di dire a Langdon ciò che aveva visto quella notte, nel castello in Normandia. Da dieci anni, la vergogna le impediva di rivelarlo a chiunque. Al solo pensiero rabbrividi-va ancora. In lontananza si udì una sirena e la donna sentì all'improvviso tutta la stanchezza di quella notte.
«Eccolo!» esclamò Langdon, scorgendo davanti a loro il grande com-plesso del Roland Garros.
Sophie allungò il collo per leggere i nomi delle strade. Dopo alcuni ten-tativi trovarono l'incrocio con Rue Haxo e seguirono la direzione dei nu-meri decrescenti. Presto si trovarono in mezzo a una zona industriale, tra due file di fabbriche.
"Il numero 24" si ripeteva Langdon, che, anche se non intendeva ammet-terlo, cercava la facciata di una chiesa. "Non essere ridicolo. Una chiesa dei templari in questa zona?"
«Eccolo» esclamò Sophie, indicandogli l'edificio.
Langdon guardò nella direzione che lei gli mostrava.
Era un edificio moderno, un tozzo fortino con una grande insegna al ne-on che rappresentava una croce a bracci uguali. Sotto la croce c'erano le parole: BANCA DEPOSITO DI ZURIGO.
Langdon si rallegrò con se stesso per non avere parlato a Sophie della sua speranza di trovare una chiesa dei templari. Il rischio professionale de-gli studiosi di simbologia era la tendenza a cogliere significati nascosti an-
che quando non ce n'erano. In quel caso, Langdon si era completamente dimenticato del fatto che la pacifica croce quadrata era stata adottata come simbolo dalla neutrale Svizzera.
Almeno quel mistero era stato risolto.
La chiave trovata da Sophie apriva una cassetta di sicurezza in una ban-ca deposito svizzera.

作者:未知
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