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汉语意大利语对照阅读:达芬奇密码(二十六)
来源:文国网 时间:2007年06月04日 05:52      文章评论我来评论        进入社区

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Nonostante la sua enorme fama, la Monna Lisa era un semplice quadro
di cinquantacinque per ottanta centimetri, più piccolo dei poster che la raf-figuravano e che erano in vendita nel negozio di souvenir del Louvre. Era appesa sulla parete nordovest della Salle des Etats, dietro una lastra protet-tiva di plexiglas spessa cinque centimetri. Dipinta su una tavola di legno, la sua atmosfera eterea e nebulosa veniva attribuita alla padronanza dello stile "sfumato", nel quale le forme paiono evaporare l'una nell'altra.
Da quando aveva preso residenza al Louvre, la Monna Lisa era stata ru-bata due volte, l'ultima delle quali nel 1911, quando era scomparsa dalla salle impénétrable del Louvre, il Salon Carré. I parigini piangevano per la strada e scrivevano lettere ai giornali per supplicare il ladro di restituire il dipinto. Due anni più tardi, la Monna Lisa era stata ritrovata, nascosta nel doppio fondo di un baule, in un albergo di Firenze.
Langdon, dopo avere chiarito a Sophie che non aveva alcuna intenzione di allontanarsi, attraversò con lei la sala. La Monna Lisa era ancora a venti metri da loro quando Sophie accese la luce nera, proiettando la mezzaluna violetta sul pavimento e muovendo il raggio da sinistra a destra, come se dovesse rilevare la presenza di mine, per cercare tracce di inchiostro lumi-nescente.
Camminando accanto a lei, Langdon sentiva già l'emozione che sempre si accompagnava ai suoi incontri con le grandi opere d'arte. Si sforzò di vedere al di là del fascio di luce proiettato dalla penna a filigrana tenuta da Sophie. A sinistra comparve il divano ottagonale, simile a un'isola nel ma-re vuoto del pavimento.
Langdon cominciò a scorgere il pannello di vetro scuro. Dietro di esso, sapeva, nei confini della sua cella privata, era appeso il più celebre dipinto del mondo.
Il fatto che la Monna Lisa fosse la più famosa opera d'arte del mondo non aveva niente a che vedere, come Langdon sapeva, con il suo sorriso enigmatico, né era dovuto alle misteriose interpretazioni che le avevano at-tribuito noti storici dell'arte e seguaci delle teorie del complotto. Sempli-cemente, la Monna Lisa era famosa perché Leonardo da Vinci la giudicava la sua opera migliore. Portava con sé il dipinto dovunque si recasse e, se gliene chiedevano la ragione, rispondeva che trovava difficile separarsi dalla sua più sublime espressione della bellezza femminile.
Tuttavia, molti esperti d'arte sospettavano che la devozione di Leonardo alla Monna Lisa non avesse niente a che fare con il suo valore artistico. In realtà, il quadro era un ritratto in stile "sfumato" abbastanza comune. La venerazione di Leonardo per quell'opera, sostenevano alcuni, derivava da
cause più profonde: un messaggio nascosto nelle sue immagini. La Monna Lisa era, come avevano dimostrato esaurientemente gli storici dell'arte, una sorta di linguaggio cifrato per chi era in grado di intenderlo. Gran par-te dei libri di storia dell'arte elencavano i doppi sensi e le allusioni conte-nuti nel quadro ma, anche se la cosa sarebbe parsa incredibile, il pubblico continuava a pensare che fosse il sorriso il suo più grande mistero.
"Nessun mistero" pensava ora Langdon, avvicinandosi al quadro che prendeva lentamente forma. "Nessun mistero."
Recentemente, Langdon aveva condiviso i segreti della Monna Lisa con un gruppo di persone alquanto improbabile: una dozzina di carcerati del penitenziario della Essex County. Il seminario tenuto da Langdon in quella prigione faceva parte di un programma esterno della Harvard mirante a e-levare il livello di istruzione dei reclusi: "Cultura per i criminali", come l'avevano subito etichettato i colleghi di Langdon.
Nella biblioteca del penitenziario, Langdon aveva proiettato le sue dia-positive e aveva fatto partecipi dei segreti della Monna Lisa i carcerati del suo gruppo, persone straordinariamente interessate, rudi ma intelligenti. «Potete notare» aveva detto, raggiungendo l'immagine della Monna Lisa proiettata sulla parete «come la scena dietro la faccia sia irregolare.» Ave-va indicato la visibile differenza. «A sinistra, Leonardo ha dipinto la linea dell'orizzonte molto più bassa che a destra.»
«Si è sbagliato a dipingere?» aveva chiesto un carcerato.
Langdon aveva riso. «No. Difficile che Leonardo si sbagliasse. In realtà si tratta di una sorta di trucco. Abbassando lo sfondo sulla sinistra, Leo-nardo ha fatto in modo che la Monna Lisa sembrasse più grande da sinistra che da destra. Una sorta di messaggio per iniziati. Storicamente, ai concetti di maschile e femminile sono collegati i due lati: la sinistra è femminile e la destra maschile. E dato che Leonardo era un sostenitore del principio femminile, l'ha fatta sembrare più maestosa da sinistra che da destra.»
«Ho sentito dire che era un finocchio» aveva commentato un uomo di bassa statura, con il pizzetto.
Langdon aveva fatto una smorfia. «Di solito gli storici non la mettono in questo modo, ma sì, Leonardo era omosessuale.»
«È per questo che gli interessava quella faccenda femminile?»
«In realtà, Leonardo pensava all'equilibrio tra maschio e femmina. Pen-sava che un'anima umana non potesse essere illuminata a meno che non possedesse insieme elementi maschili e femminili.»
«Qualcosa come le donne con l'uccello?» aveva chiesto qualcuno.
La battuta aveva suscitato un coro di allegre risate. Langdon si era chie-sto se non fosse il caso di fare una digressione etimologica sulla parola "ermafrodito" e i suoi legami con Ermete e Afrodite, ma qualcosa gli ave-va detto che simili sottigliezze sarebbero andate perse con quel pubblico.
«Ehi, signor Langdon» lo aveva chiamato un uomo tutto muscoli. «È ve-ro che la Monna Lisa è un ritratto di Leonardo vestito da donna?»
«È del tutto possibile» aveva spiegato Langdon. «Leonardo era un bur-lone e analizzando al computer la Monna Lisa e i suoi autoritratti, si nota-no alcune strane coincidenze nelle loro facce. Qualunque fosse l'intenzione di Leonardo» aveva continuato «la sua Monna Lisa non è né maschio né femmina. Contiene un sottile messaggio di androginia. È una fusione dei due sessi.»
«È sicuro che non sia solo una maniera pallosa di Harvard per dire che Monna Lisa era una donna brutta?»
Langdon aveva riso. «Lei potrebbe avere ragione. Ma in realtà Leonardo ha lasciato un forte indizio per indicare che il quadro doveva rappresentare l'androgino. Qualcuno di voi conosce un dio egizio chiamato Amon?»
«Certo che lo conosco!» aveva esclamato l'uomo muscoloso. «Il dio del-la fertilità maschile!»
Langdon l'aveva guardato con stupore.
«C'è scritto su tutti i pacchetti dei preservativi Amon» aveva spiegato l'uomo, sogghignando. «Sul davanti c'è un tizio con la faccia da ariete e c'è scritto che è il dio egizio della fertilità.»
Langdon non aveva mai sentito parlare di quei profilattici, ma era lieto di apprendere che i fabbricanti avevano tradotto senza errori i geroglifici. «Ben detto. Amon è rappresentato come un uomo con le corna di ariete. E sapete qual è la controparte femminile di Amon? La dea egizia della fertili-tà?»
Nessuno aveva risposto.
«Iside» aveva spiegato Langdon, estraendo la penna per scrivere sulle diapositive. «Abbiamo dunque Amon, il dio maschile.» L'aveva scritto su una diapositiva vuota. «E la dea femminile, Iside o Isis, il cui antico pitto-gramma era un tempo chiamato "L'Isa".»
Aggiunse questo secondo nome e proiettò la nuova diapositiva.
AMON L'ISA
«Vi suggerisce qualcosa?» aveva domandato.
«Monna Lisa... accidenti» aveva esclamato qualcuno.
Langdon gli aveva rivolto un cenno d'assenso. «Signori, non solo la fac-cia di Monna Lisa ha un aspetto androgino, ma il suo nome è un ana-gramma della divina unione tra maschio e femmina. E quello, amici, è il piccolo segreto di Leonardo, e la ragione del sorriso saputo di Monna Li-sa.»
«Mio nonno è stato qui» disse Sophie, inginocchiandosi a una decina di metri dalla Monna Lisa. Puntò la luce nera in direzione di una macchia sul pavimento.
A tutta prima, Langdon non riuscì a scorgere nulla. Poi, quando si ingi-nocchiò davanti alla donna, vide una macchiolina luminescente. "Inchio-stro?" All'improvviso si rammentò a che cosa servissero quelle luci. "San-gue." Sentì un brivido. Sophie aveva ragione. Jacques Saunière era passato dalla Monna Lisa prima di morire.
«Se è venuto qui, aveva un motivo» sussurrò Sophie, alzandosi. «So che ha lasciato un messaggio per me.» Percorse in fretta gli ultimi passi e illu-minò il pavimento direttamente sotto il quadro, passando il raggio avanti e indietro.
«Qui non c'è niente!»
In quell'istante Langdon scorse un debole scintillio rosso scuro sul ple-xiglas davanti alla Monna Lisa. Prese il polso di Sophie e lo sollevò in modo che illuminasse la lastra.
Tutt'e due rimasero come pietrificati.
Sul plexiglas si leggevano sei parole dalla luminescenza rossastra, scritte direttamente sulla faccia della Monna Lisa.

作者:未知
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